"Il governo polacco si prepara per l'euro", titola Dziennik Gazeta Prawna. Nonostante non sia stata stabilita alcuna data ufficiale per l'adozione della moneta unica, è già stato creato un Istituto strategico nazionale per l'euro, nella cui ampia agenda sono incluse "le procedure legali richieste per sostituire lo zloty con l'euro, i cambiamenti necessari ai sistemi informatici e la creazione di un meccanismo di monitoraggio dei prezzi". Secondo le indiscrezioni raccolte tra i ministri, l'operazione potrebbe essere portata a termine entro il 2015. A ogni modo Varsavia preferisce lavorare sottotraccia e non comunicare la data prevista: brucia ancora a figuraccia del 2008, quando il premier Donald Tusk si impegnò realizzare il cambio di valuta entro il 2011 salvo poi essere costretto a fare marcia indietro.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.