"La corruzione in passerella", titola El Mundo all'indomani dell'apertura del più grande processo per corruzione della storia spagnola. I 95 imputati del cosiddetto "caso Malaya" hanno sfilato davanti alla corte della città meridionale di Málaga. Tra loro c'erano due ex sindaci e 15 consiglieri del comune di Marbella. Gli accusati avrebbero amministrato la lussuosa località balneare attraverso il voto di scambio, intascando 670 milioni in tangenti e alleggerendo le casse municipali per un periodo di tre anni. La star del processo è l'impiegato comunale Juan Antonio Roca, noto come "il pezzo grosso". Secondo le carte processuali Roca ha ricevuto più di 30 milioni di euro in tangenti dalle società edilizie responsabili della cementificazione selvaggia di Marbella. Il processo potrebbe trascinarsi per oltre un anno, e gli accusati vanno incontro a sentenze tra i dieci e i 35 anni di carcere.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.