"Regole di condotta ignorate", titola De Volkskrant. Secondo il quotidiano olandese sei commissari europei dimessisi nella scorsa primavera lavorano attualmente come lobbisti o consulenti per compagnie che traggono vantaggio dalle loro conoscenze e contatti all'interno dell'Unione. De Volkskrant sottolinea che le regole sul conflitto di interessi sono inadeguate, e in questo modo preziose informazioni riguardanti la Commissione europea potrebbero facilmente finire nelle mani di aziende interessate. Gli esempi più lampanti sono quello di Charlie McCreevy, ex commissario per il mercato interno e attualmente membro del consiglio di amministrazione di Ryanair, e Günter Verheugen, precedentemente assegnato all'impresa e all'industra e oggi consulente della Royal Bank of Scotland nonché titolare di una propria società di lobbying. De Volskrant sottolinea anche che 17 ex commissari, tra i quali McCreevy, mentre lavorano altrove continuano a percepire le indennità di transizione alle quali hanno diritto per 3 tre anni in attesa di trovare un impiego. Si tratta di una cifra che si aggira sui 96mila euro all'anno.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.