L'aquila tedesca che mostra i muscoli sulla prima pagina della Frankfurter Rundschau illustra la sensazionale ripresa economica tedesca nel secondo trimestre del 2010: 2,2 per cento di crescita dall'inizio dell'anno. Si tratta di un risultato senza precedenti negli ultimi vent'anni. Tuttavia secondo il quotidiano le cifre non sono affatto un miracolo, perché la "superstar" dell'economia europea è in realtà "drogata". "Angela Keynes", soprannome affibbiato dalla FR alla cancelliera tedesca, quest'inverno ha infatti sostenuto l'economia della Germania a colpi di interventi pubblici, a cui va aggiunto il buon funzionamento del modello tedesco di consenso tra imprese e sindacati. Infine, prosegue il quotidiano, Merkel "deve ringraziare [l'economista britannico John Maynard] Keynes per la sua teoria e Cina e Stati Uniti per averla applicata con zelo": è infatti alla crescita della domanda di Washington e dei paesi emergenti che si deve buona parte della ripresa delle esportazioni tedesche. Secondo il quotidiano di Praga Hospodářské Noviny "i tedeschi fanno volare i cechi", come d'altronde l'Europa intera. Ma è un boom che "non durerà a lungo".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.