Per finanziare le proprie politiche, "Bruxelles prevede un'imposta europea", titola il Financial Times Deutschland dopo che il commissario al bilancio Janusz Lewandowski ha annunciato di voler sottoporre ai ventisette diverse opzioni in proposito a settembre. Tra le possibilità, una tassa sui tragitti aerei, una tassa sulle transazioni finanziarie e una sui ricavati della vendita delle quote dei diritti di emissione di CO2. Secondo il Ftd si tratta di una "proposta esplosiva", dato che la maggioranza degli stati membri si sono sempre dimostrati ostili. Ma di fronte al cattivo stato delle casse pubbliche in questi tempi di crisi, più di un ministro delle finanze potrebbe essere tentato da questo trasferimento del fardello delle spese Ue, che passerebbe dallo stato – il cui contributo diminuirebbe – ai cittadini.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.