Politica Nei Ventisette

Catalogna-Scozia: L’Ue chiude le porte agli indipendentisti

30 ottobre 2012
Presseurop
El País, Financial Times

El País, 30 ottobre 2012

“La Commissione europea si schiera con Rajoy per la Catalogna fuori dall’Ue”, titola titola El País. Il quotidiano rivela i contenuti di una lettera indirizzata il 4 ottobre dal vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding al governo spagnolo. Nella lettera Reding, commissario alla giustizia e ai diritti fondamentali, si mostra “favorevole alla tesi” esposta in una missiva ricevuta dal segretario di stato spagnolo agli affari europei Iñigo Méndez de Vigo.

Davanti alle rivendicazioni indipendentiste della Catalogna, Méndez de Vigo ha invocato l’articolo 4.2 del trattato dell’Unione europea, secondo cui l’Ue “deve rispettare l’integrità territoriale degli stati membri” e “non può riconoscere una dichiarazione unilaterale d’indipendenza da parte di una regione di uno stato membro”. “Reding ha risposto di essere “pienamente d’accordo con l’analisi del quadro costituzionale europeo” contenuta nella lettera.

La notizia del sostegno accordato da Bruxelles a Madrid arriva in piena campagna per le regionali catalane del 25 novembre, che potrebbero essere seguìte da un referendum sull’indipendenza della regione nel giro di 4 anni. Secondo il quotidiano madrileno il messaggio è

una doccia fredda per i bollori nazionalisti. […] Non è più possibile giocare con gli elettori e cercare di convincerli che l’Ue accoglierebbe calorosamente una regione che decide di separarsi unilateralmente dalla Spagna.

El País critica inoltre la possibilità che la Catalogna diventi uno stato indipendente dalla Spagna nel 2020, menzionata nel programma elettorale di Ciu (nazionalisti di centrodestra), il partito del presidente regionale Artur Mas:

Una scadenza così lontana si può spiegare soltanto con la presa di coscienza da parte dei nazionalisti delle difficoltà che incontreranno prima che la Catalogna sia ammessa come stato in Europa.

Nel tentativo di placare la spinta indipendentista in Catalogna, Madrid ha inoltre palesato il suo scarso entusiasmo verso un’eventuale secessione scozzese, sottolinea il Financial Times. In vista del referendum per l’indipendenza scozzese, previsto per il 2014, il primo ministro Alex Salmond ha dichiarato che il nuovo stato diventerebbe automaticamente un membro dell’Ue se la separazione fosse riconosciuta dall’Ue. Tuttavia il ministro degli esteri spagnolo José Manuel García-Margallo ha dichiarato la settimana scorsa che la Scozia indipendente dovrebbe “rifare la fila” per entrare nell’Ue:

Non può dare per scontata la sua esistenza internazionale. Dovrebbe fare richiesta per l’adesione. Non possono aspettarsi di fare il loro ingresso ai vertici europei il giorno dopo aver ottenuto l’indipendenza. La Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo non lo accetterebbero.

Secondo il quotidiano economico

I burocrati Ue hanno evitato di pronunciarsi sul quadro legale successivo alla secessione della Scozia dal Regno Unito, sottolineando che non esiste un precedente a cui fare riferimento. Tuttavia a porte chiuse sono quasi tutti d’accordo sul fatto che uno stato indipendente separato da un membro dell’Ue dovrebbe ricominciare la procedura per l’adesione.