"Grunwald ha portato la Polonia dalla periferia al centro d'Europa", scrive il quotidiano Polska in prima pagina. Esattamente seicento anni fa, il 15 luglio del 1410, il fior fiore delle cavallerie europee si affrontò a Grunwald, nel nordest della Polonia, in quella che sarebbe passata alla storia come una delle più importanti battaglie di tutto il Medioevo. Le forze dell'Ordine Teutonico furono sconfitte dall'esercito dell'alleanza polacco-lituana, guidata del re polacco Ladisalo Jagellone, al cui fianco si schierarono anche i ruteni e i cechi. "Fu il più impressionante dispiegamento di forze mai avvenuto nell'Europa centrale, che all'epoca era considerata dalle potenze occidentali come un terreno di conquista", dichiara al quotidiano polacco Janusz Lewandowski, Commissario al bilancio dell'Unione europea.
La vittoria di Grunwald è diventata il mito fondatore non solo per la Polonia ma anche per la Lituania, ed è ancora ricordata come "uno dei punti più alti della storia polacca". La battaglia, però, per secoli ha influenzato negativamentee le relazioni tra Varsavia e Berlino (i cavalieri teutonici erano in maggioranza tedeschi) ed è spesso stata usata come strumento di propaganda. Le autorità della Polonia comunista hanno a lungo dipinto i politici della Germania Ovest, incluso il cancelliere Konrad Adenauer, come gli eredi delle dell'Ordine Teutonico e delle sue ambizioni imperiali. Oggi, invece, il ricordo di Grunwald deve essere motivo di unione, e non di divisione, tanto per i tedeschi quanto per i polacchi. Alla celebrazioni dell'anniversario della battaglia parteciperanno anche i presidenti di Lituania, Romania e Moldova, a cui si unirà l'attuale Gran Maestro dell'Ordine Teutonico, l'italiano Bruno Platter. Sabato la battaglia verrà rievocata davanti a 200mila spettatori.
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