Tages-Anzeiger, 13 luglio 2010
"Roman Polanski può lasciare la Svizzera da uomo libero", titola il Tages-Anzeiger dopo la liberazione il 12 luglio del regista, arrestato nel settembre 2009. Il quotidiano di Zurigo mette in dubbio la fondatezza giuridica della decisione di non estradare Polanski, ricercato negli Stati Uniti per un caso di violenza sessuale su una minorenne risalente al 1977, e tuttavia spera che la scelta del governo possa tornare utile per tutti quei detenuti che non beneficiano di un simile sostegno internazionale. Nella vignetta in prima pagina, il Tages-Anzeiger si domanda dove verrà arrestato Polanski la prossima volta, se negli Stati Uniti o nel Regno Unito. A dover rispondere, irritato per non essersi ancora meritato la pensione, è il polpo Paul.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.