Da un sondaggio condotto da Dziennik Gazeta Prawna risulta che oltre il 40 per cento dei polacchi crede che i rapporti con la Russia siano migliorati nei tre mesi trascorsi dall’incidente di Smoleńsk, il 10 aprile 2010. Secondo gli esperti, questo dato starebbe a dimostrare una crescente fiducia nella Russia dopo il disastro aereo nel quale persero la vita il presidente Lech Kaczynski e decine di personaggi di spicco della vita pubblica polacca. La Russia, in sostanza, non è più considerata “una potenziale minaccia”, ma una “nazione che ha dato prova di grande compassione ed empatia”, si legge nell'editoriale del quotidiano di Varsavia. “Nessuno ci dice di amare i russi, ma non abbiamo motivo di odiarli. In effetti, la cosa migliore sarebbe avere relazioni finalmente normalizzate".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.