"Trasparenza? Non scherziamo", recita la prima pagina del Daily Mail. L'annuncio da parte del premier Gordon Brown che l'inchiesta governativa sull'invasione dell'Iraq nel 2003, "il peggior disastro della politica estera britannica negli ultimi cinquant'anni", sarà condotta in riservatezza, ha fatto infuriare il quotidiano conservatore. Dato che le testimonianze non saranno rese pubbliche "nessuno sarà in grado di contraddire le testimonianze dei politici, dei funzionari e dei consulenti che hanno mentito al paese prima della guerra." Il rapporto conclusivo, aggiunge il Daily Mail, sarà tagliato per escludere "informazioni delicate". In altre parole, sarà "ripulito". La pubblicazione del rapporto è prevista per dopo le elezioni, "in modo che le sue conclusioni non possano influenzare il voto". La guerra in Iraq finisce com'è cominciata, "sotto un velo di segretezza e menzogne". "Brown dovrebbe vergognarsi", conclude il giornale.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.