The Independent, 8 luglio 2010
"Afghanistan. Ora è la guerra dell'America", titola l'Independent il giorno dopo l'annuncio del ritiro dell'esercito britannico da Sangin, nella provincia di Helmand. Proprio qui, in uno dei più importanti bastioni dei taliban, sono morti 99 dei 312 soldati britannici che hanno perso la vita nel conflitto. Le truppe britanniche saranno sostituite il prossimo autunno dai militari statunitensi, che nella regione sono già circa 20mila. Secondo le previsioni del primo ministro David Cameron, il ritiro completo avverrà nel 2015. "A questo punto", scrive il quotidiano londinese, "la realtà è che Helmand, e più in generale il sud dell'Afghanistan, sono ormai teatro di operazioni americane".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.