Népszabadság, 30 giugno 2010
"Pál Schmitt è il nuovo capo dello stato", titola Népszabadság all'indomani dell'elezione del sessantottenne due volte campione olimpico di scherma. In passato vicino al governo comunista, è stato canditato di Fidesz, il partito di centro destra al potere. Schmitt, la cui funzione è puramente simbolica, ha promesso di chiudere l'era del postcomunismo e aprire la strada a una nuova costituzione.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.