The Guardian, 30 giugno 2010
La manovra del ministro britannico dell'economia George Osborne porterà "alla perdita di 1,3 milioni di posti di lavoro nei prossimi cinque anni", titola il Guardian. Secondo una stima del governo finita nelle mani del quotidiano londinese, i tagli alla spesa pubblica più duri dal dopoguerra cancelleranno "tra i 500mila e i 600mila posti di lavoro nel settore pubblico e tra i 600mila e i 700mila in quello privato entro il 2015". Finora Osborne non ha parlato dell'impatto che avranno le misure di emergenza sul mercato del lavoro. Il ministero ha invece dichiarato che "il settore privato genererà 2.5 nuovi posti di lavoro nei prossimi cinque anni".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.