Gazeta Wyborcza, 29 giugno 2010
"Mini-uguaglianza", titola Gazeta Wyborcza a proposito delle multe inflitte alla Polonia per aver ignorato le direttive dell'Unione europea in materia di salute, educazione e impiego. Il quotidiano di Varsavia rivela che il governo dovrà pagare una penale che potrà arrivare fino a 260mila euro per ogni giorno di ritardo nell'adeguamento della legislazione nazionale. L'esecutivo ha preparato una bozza di legge, ma subisce gli attacchi della chiesa cattolica e delle ong. Secondo la chiesa gli standard europei sull'uguaglianza renderebbero la Polonia vulnerabile a "diverse e non specificate forme di pressione" (per esempio sui matrimoni gay). Le ong invece sostengono che le regolamentazioni proposte non siano sufficenti.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.