Secondo un recente emendamento al codice penale, chiunque propagandi il comunismo e i suoi simboli rischia fino a due anni di prigione, rivela Rzeczpospolita. La nuova legge interpreta così la norma della costituzione che proibisce le organizzazioni che si rifanno a nazismo, fascismo e comunismo, dando così alle autorità giudiziarie la possibilità di perseguire le associazioni filocomuniste e di chiudere i siti che promuovono tale ideologia. L'Istituto nazionale per la memoria ha già preparato una lista di monumenti da rimuovere e nomi di strade da cambiare. Secondo alcuni la legge potrebbe addirittura colpire i venditori di oggetti legati al comunismo, come le magliette del Che. Il periodico di sinistra Krytyka Polityczna condanna la legge, argomentando che a differenza del nazismo il comunismo ha "ovvie intenzioni positive e continua a ispirare i filosofi". L'Alleanza della sinistra democratica (Sld, fondata da membri del vecchio Partito comunista) ha già fatto ricorso contro la legge presso la Corte costituzionale.
Polonia
Il comunismo bandito dalle magliette
14 giugno 2010
Presseurop
Rzeczpospolita Rzeczpospolita, 14 giugno 2010
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.