"Gli elettori vogliono la verità": questa la lezione che Die Presse ricava dai risultati delle recenti elezioni in Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Germania. Sconvolti dalla crisi greca, gli europei scelgono governi che predicano l'austerità. Il quotidiano viennese cerca delle spiegazioni per gli sviluppi recenti della politica continentale. In primo luogo, la sinistra non ha la forza intellettuale per approfittare della crisi del capitalismo e riporta una sconfitta dietro l'altra, con l'eccezione della Grecia, "dove probabilmente George Papandreou si è pentito della sua vittoria". In secondo luogo le elezioni hanno bocciato i governi in carica. Infine, sembra sia finita l'era del bipolarismo classico: la politica sta diventando sempre più multipolare. Una cosa è certa, conclude Die Presse: a trarre profitto dalla situazione sono i liberali, perché riescono a riempire il vuoto politico soprattutto nei confronti di elettori sensibili al populismo.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.