"Il Vvd vince le elezioni, Balkenende lascia la politica": De Volkskrant riassume così le elezioni legislative del 9 giugno. I liberali conservatori di Mark Rutte hanno in effetti ottenuto un seggio in più rispetto ai laburisti del Pvda di Job Cohen, mentre i liberaldemocratici (Cda) del premier uscente Jan Peter Balkenende hanno perso metà dei seggi. Secondo Trouw, l'abbandono di Balkenende dopo otto anni al potere "è tragico dal punto di vista personale, ma inevitabile". L'altro risultato eclatante della tornata elettorale è il balzo del partito islamofobo di Geert Wilders (Pvv), che ha ha quasi triplicato i seggi e superato il Cda. "Apparentemente molti degli elettori che nei sondaggi si erano pronunciati a favore del Vvd hanno cambiato idea nella cabina elettorale. Come vincitore più evidente delle elezioni, il Pvv dovrà ora per forza di cose essere preso in considerazione dai partiti dell'establishment, anche perchè Wilders ha tutta l'intenzione di assumersi responsabilità di governo", precisa De Volkskrant. Secondo il quotidiano le aspirazioni del leader populista potranno essere stroncate soltanto da una coalizione "violetta" tra Vvd, Pdva, i verdi di GroenLinks e i liberali di sinistra di D66. Al momento questo "sembra lo scenario più probabile".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.