"Orbán svela il suo piano d'azione", titola Népszabadság all'indomani della presentazione da parte del nuovo primo ministro delle misure volte a ripristinare la fiducia nel fiorino e rispondere alle aspettative delle Commissione europea e del Fondo monetario internazionale. La moneta ungherese aveva vacillato negli ultimi giorni, scossa dalle dichiarazioni di persone vicine a Orbán che avevano comparato la situazione economica dell'Ungheria a quella della Grecia, evocando lo spettro dell'insolvenza. Il capo del governo ha presentato un piano in 29 punti, tra cui l'introduzione di una tassa sulle banche e di una imposta sui redditi ad aliquota unica, oltre a tagli nella spesa dell'apparato statale. Le prime reazioni al piano di Orbán sono state piuttosto positive. Secondo Népszabadság, infatti, "gli analisti hanno accolto con favore il piano, e il fiorino ha recuperato terreno".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.