"Accordo storico in vista per il Fondo monetario europeo", titola Les Echos. Il quotidiano economico francese svela i dettagli tecnici del Fondo di stabilizzazione che dovrebbe essere approvato oggi in Lussemburgo dai ministri delle finanze dell'eurozona. "La settimana scorsa l'intensità dei negoziati è raddoppiata, in particolar modo tra Berlino e Parigi". Si è raggiunto un accordo sul "meccanismo di intervento del fondo di stabilizzazione finanziaria, che raccoglierà sui mercati i capitali necessari al piano di salvataggio". Per avviare il meccanismo, precisa il quotidiano, si dovranno attendere i 750 miliardi euro di fondi, "di cui 250 miliardi saranno messi a disposizione dal Fondo monetario internazionale, 60 dalla Commissione europea e 440 dai paesi dell'eurozona". "I prestiti del fondo saranno garantiti da tutti i paesi dell'euro, e Sedici sperano che il fondo possa beneficiare di un rating 'AAA'". Gli stati saranno gli attori principali nell'ambito del fondo, dato che "è a livello dell'eurogruppo che saranno stabilite le concessioni. La Commissione europea dovrà accontentarsi del ruolo di spettattrice".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.