In base a una nuova e controversa legge, circa 600mila romeni potranno riavere le terre confiscate più di vent'anni fa dal regime comunista, titola Evenimentul Zilei. "I cittadini reclamano le loro terre da anni, ma sono sempre stati rimbalzati da un'istituzione all'altra", spiega il quotidiano. Le terre che non potranno essere recuperate dai legittimi proprietari saranno sostituite da nuovi lotti. La maggior parte dei terreni in questione al momento sono però affittati, e lo stato dovrà di conseguenza pagare un indennizzo per sfrattare i locatari, sottolinea Evenimentul Zilei. Il problema è che a causa della crisi non ci sono i fondi necessari. Inoltre c'è si teme che i proprietari cercheranno di lucrare reclamando lotti di valore più altro rispetto ai loro vecchi possedimenti.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.