"In occasione del suo primo incontro con il presidente Dimitrij Medvedev (durante il summit Russia-Ue) il nuovo presidente permanente dell'Unione europea non ha certo pesato le parole parlando della situazione dei diritti umani in Russia", scrive Le Figaro. Herman Van Rompuy ha evocato in particolare il clima di impunità che regna in Cecenia e nel Caucaso del nord. "Una dichiarazione breve ma mordace", che ha screditato le autorità russe e preso in contropiede il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, "restato in silenzio sull'argomento". Secondo Le Soir Van Rompuy è sembrato "travolto dagli eventi", leggendo "un discorso che non conosceva per poi restare in silenzio". Il capo della diplomazia europea Catherine Ashton, invece, è restata "invisibile". Il quotidiano di Bruxelles cita "un diplomatico russo, che con un sorriso malizioso ha dichiarato che 'l'esecutivo è ancora in rodaggio'".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.