"Che meraviglia!", titola entusiasta la Tageszeitung, orgogliosa come tutta la stampa tedesca del trionfo della giovane Lena Meyer-Landruts al concorso Eurovision song contest 2010. L'anima tedesca, al momento così screditata in Europa, ha ricevuto un inatteso riconoscimento "quando svizzeri, svedesi, norvegesi, danesi, finlandesi e spagnoli hanno dato 12 punti alla Germania'", sottolina lo Spiegel. "L'Europa ci ama. Come abbiamo fatto a meritarlo?", si interroga Die Welt. È stata dimenticata l'immagine della Germania egoista, rappresentata dalla signora No, alias Angela Merkel. "Se la cancelliera si presenta in modo un po' sinistro, le Germania raccoglie simpatia", sostiene la Taz. La Frankfurter Allgemeine Zeitung vede invece una conferma che "in tempi difficili per l'Unione europea, è possibile che l'opinione pubblica del continente si trovi d'accordo in modo inequivocabile, giusto e senza scandali sulle questioni di carattere estetico. Il trionfo di Lena dimostra che in Europa esiste un'altra valuta su cui tutti possono essìere d'accordo: quella umana e artistica."
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.