Un mantra echeggia per l'Europa: l'euro dovrà affrontare la peggiore crisi della sua storia. Magazyn, supplemento del quotidiano Dziennik Gazeta Prawna, propone una serie di scenari futuri per una valuta che potrebbe non sopravvivere fino al suo prossimo compleanno. Una possibilità è il ritorno alla Comunità economica europea (Cee) e alle valute nazionali. Altre eventualità non meno radicali sarebbero l'esclusione della Grecia o un rimpasto dell'eurozona, che equivarrebbe all'abbandono degli stati indebitati del sud a vantaggio di un'unione forte e competitiva tra gli stati del nord. Un altra strada percorribile, che avrebbe sbocchi positivi per tutti, è quella di sconfiggere la crisi creando un "super stato" europeo e puntare quindi tutto sull'integrazione. Il problema è che quest'ultimo scenario appare oggi poco probabile perchè somiglierebbe troppo "a una trasposizione europea del modello di governo accentratore della Francia". Un'idea che non entusiasma Germania e Paesi Bassi, per non parlare della Gran Bretagna.
Nel frattempo, dall'altra parte dell'Europa, "Mosca punta sull'amicizia", titola Dziennik Gazeta Prawna. Il ministro della giustizia russo Aleksandr Konovalov è infatti in visita a Varsavia per siglare una accordo di cooperazione economica tra Russia e Polonia. Segno che il disgelo tra i due paesi continua.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.