"I sacrifici sono necessari", titola il Corriere della Sera citando le parole di Silvio Berlusconi. Dopo essersi aggrappato per mesi all'idea che l'Italia avrebbe evitato le sofferenze scatenate in tutta Europa dalla crisi, il premier ha gettato la spugna. Le voci sui tagli in arrivo sono state confermate dal governo, che ha rivelato i primi dettagli della manovra da 24 miliardi di euro: congelamento dei salari, riduzione della spesa pubblica e perfino la soppressione di alcune province. I sindacati minacciano lo sciopero generale, ma il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso applaude: "gli sforzi dell'Italia vanno nella giusta direzione". Ma le cattive notizie non finiscono qui: secondo il rapporto pubblicato dall'Istat, il 15 per cento delle famiglie italiane vive in condizioni di "disagio economico". Ancora peggiore la situazione dei giovani: nella fascia tra i 15 e i 29 anni due milioni di individui non lavorano né studiano (i cosiddetti "neets"), mentre quasi un terzo di quelli compresi tra 30 e 34 anni sono costretti a vivere a casa dei genitori.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.