Per la prima volta José Manuel Barroso si è schierato contro la Germania, o almeno contro gli emendamenti al trattato di Lisbona richiesti da Angela Merkel, scrive Dziennik Gazeta Prawna. Berlino pretende infatti che il trattato stabilisca le sanzioni per i paesi dell'eurozona che dovessero ripetutamente superare il limite autorizzato del deficit di bilancio. "È impensabile che il trattato possa essere modificato in base agli interessi della Germania", ha avvertito il presidente della Commissione europea. Barroso è appoggiato dalla maggioranza degli esperti, che temono che l'introduzione delle modifiche proposte possa riaprire il vaso di Pandora. Secondo il quotidiano di Varsavia il nocciolo della questione sta nel fatto che "Berlino vuole salvare l'euro con un approccio dinamico, mentre Bruxelles predilige un metodo più lento e prudente." Dziennik Gazeta Prawna si chiede se Barroso, invisibile durante la crisi greca, stia cercando ora di recuperare terreno. Prendersela con la Germania poi è facile, continua il quotidiano, soprattutto considerando la freddezza mostrata nei confronti del piano della Merkel dagli altri paesi, inclusi Francia e Gran Bretagna.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.