Meno decessi evitabili e meno traffico di organi. Questi gli obiettivi della direttiva vincolante sulla donazione e il trapianto d'organi tra gli stati membri dell'Unione approvata la settimana scorsa dal Parlamento europeo. Al momento lo scambio di organi per il trapianto da un paese europeo all'altro non è facile, ostacolato com'è dalle diverse legislazioni. Di conseguenza "60mila europei sono in attesa di un trapianto e dodici di loro muoiono ogni giorno per non aver ricevuto un organo che avrebbe potuto salvargli la vita", spiega Trouw. La direttiva dispone la creazione di un sistema di tracciabilità e precisa che lo scambio dovrà essere "volontario e non retribuito". Al donatore potrà al massimo toccare "un indennizzo per l'operazione e il recupero medico". Gli stati membri metteranno dunque in pratica un sistema di scambio di donazioni non bilanciato, ma tarato sulla disponibilità complessiva di organi. Il Parlamento europeo ha anche predisposto che la disponibilità a donare gli organi sia dichiarata al momento di acquisire il passaporto o la patente.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.