Il presidente brasiliano Lula da Silva è a Lisbona per firmare un sostanzioso pacchetto di accordi di cooperazione sulla ricerca scentifica, la tecnologia e le energie rinnovabili. Secondo Diário de Notícias il premier portoghese José Sócrates sta cercando di agganciare il Portogallo in crisi al boom economico brasiliano. Il Brasile è una delle maggiori economie emergenti del mondo insieme a Cina e Russia, e "potrebbe tirare fuori il Portogallo dalla fossa finanziaria che si è scavato da solo", scrive il quotidiano di Lisbona. Secondo Diário, Sócrates chiederà a Lula di facilitare gli investimenti brasiliani in Portogallo. Dal canto suo Lula spingerà perché il rapporto sia reciproco e i portoghesi sfruttino le opportunità dall'altra parte dell'Atlantico. Il Brasile ospiterà infatti sia i Mondiali di calcio del 2014 che le Olimpiadi del 2016.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.