Dopo l'ostile campagna mediatica della Germania, i greci sono al centro di un duro attacco da parte della stampa ceca. A meno di due settimane dalle elezioni politiche ceche del 28 e 29 maggio, riferisce Hospodářské Noviny, il Partito democratico civico (Ods, destra) ha pubblicato un manifesto nel quale si afferma che "i socialisti greci sono uguali a quelli cechi". La frase è accompagnata da una foto sulla quale si vedono dei manifestanti greci con le maschere antigas mentre bruciano una bandiera greca. Tutto ciò "non piace affatto ai greci", scrive il quotidiano. "La campagna prende di mira l'indifferenza nei confronti del debito pubblico" e non la Grecia, si è difeso l'Ods dopo le proteste dell'ambasciatore greco a Praga. I socialisti cechi hanno risposto che il vero responsabile dell'indebitamento greco è il precedente governo, di destra.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.