"Una visita simbolica e qualche speranza", titola To Vima in occasione della storica visita del premier turco Recep Tayyip Erdogan in Grecia. Secondo il quotidiano "Atene resta diffidente, perché "il governo greco vuole mantenere un profilo basso mentre Ankara testa una diplomazia economica offensiva" nel pieno della crisi greca. Uno dei principali argomenti di discussione tra Erdogan e il suo omologo greco Georges Papandreou è la creazione di un consiglio dei ministri comune. Inoltre dovrebbero essere firmati 21 accordi di cooperazione in materia di energia, immigrazione, istruzione e turismo. Le questioni più spinose, come Cipro, la disputa territoriale sull'Egeo e la riapertura della scuola teologica di Halki (vicino a Istanbul) saranno trattate in privato dai due leader di fronte a una buona cena di pesce. "Potrebbe essere l'inizio di una nuova forma di diplomazia", conclude To Vima.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.