Per completare il fondo di stabilizzazione istituito il 9 maggio, la Commissione europea propone che Bruxelles valuti a grandi linee il budget degli stati membri prima dell'esame dei parlamenti nazionali. L'idea, sottolinea Le Monde, ha suscitato "imbarazzo in alcuni e collera in altri". "Si tratta di un ordine di custodia che è agli antipodi rispetto alla necessaria concertazione", commenta il quotidiano parigino. "In primo luogo, il presidente della Commissione europea è l'ultimo che può permettersi di fare una proposta simile. Assente e come paralizzato durante la crisi finanziaria del 2008, la crisi economica del 2009 e la crisi greca del 2010, Barroso sembra essersi trasformato in un vigilante dell'ultima ora. Un'iniziativa del genere dimostra ancora una volta il deficit democratico dell'Europa. Riconfermato alla testa della Commissione europea qualche mese fa dai capi di stato e di governo che apprezzano il suo scarso spessore, Barroso sembra non aver tratto nessuna lezione dal fallimento del Trattato costituzionale nel 2005".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.