Per la prima volta il suolo della Piazza Rossa di Mosca è stato calcato da truppe Nato. Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna, alleati dell'Unione Sovietica nella seconda guerra mondiale, hanno infatti preso parte alla parata militare che ha commemorato la vittoria sulla Germania nazista. România libera sottolinea però l'assenza di alcune personalità di spicco alle celebrazioni. Sia il principe Carlo d'Inghilterra che il vicepresidente statunitense Joe Biden non sono stati invitati: il primo in risposta al perenne rifiuto della Gran Bretagna all'estradizione di Boris Berezovsky, accusato in Russia di appropriazione indebita e nemico giurato di Putin; il secondo a causa dei suoi stretti rapporti con il presidente georgiano Mikhail Saakashvili.
Secondo Gazeta Wyborcza, il presidente russo Dmitri Medvedev ha pronunciato "un discorso pacato e incentrato sull'apertura al resto del mondo". Alla fine della parata, a sorpresa è stato eseguito anche l'"Inno alla Gioia", simbolo dell'Unione Europea. I rapporti tra Russia e Polonia hanno registrato un altro passo in avanti: Medvedev ha colto l'occasione per consegnare al suo omologo polacco Bronisław Komorowski altri documenti sovietici sul massacro di Katyń del 1940, impegnandosi a risolvere la questione della riabilitazioni degli ufficiali polacchi assassinati.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.