Il primo ministro spagnolo José Luis Zapatero e il leader del Partito popolare all'opposizione Mariano Rajoy si incontrano oggi per un "summit in piena tempesta", come titola La Vanguardia. Schiaffeggiata dalla crisi dell'eurozona, la Spagna "sta affrontando uno dei momenti peggiori dalla caduta del regime franchista". Le borse europee sono crollate il 4 maggio a seguito delle voci secondo cui "Spagna e Portogallo sono sulla via dell'inferno". Il quotidiano di Barcellona stigmatizza la tendenza a "servirsi delle voci di corridoio per amplificare le difficoltà del paese e affogarlo nel debito." La borsa di Madrid ha perso il 5,4 per cento in un solo giorno e Zapatero, in visita a Bruxelles, ha espresso la sua furia nei confronti delle agenzie internazionali di rating, già accusate da più parti di creare volontariamente instabilità. Il premier spagnolo ha definito "assurde" le speculazioni secondo cui la Spagna sarebbe sul punto di chiedere un aiuto economico all'Unione europea. "I cecchini hanno preso la mira e sono pronti ad 'argentinizzare' l'Europa del sud", conclude La Vanguardia.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.