La Grecia cerca di contrastare la crisi del debito facendo appello ad Ue e Fmi. Il Fondo monetario internazionale, scrive Adevărul, è impegnato anche sul fronte della Romania (che ha già ottenuto un prestito nel 2009), chiedendo a Bucarest un ulteriore sforzo "per mantenere il deficit pubblico entro livelli accettabili [...]" Il problema però è che il Fmi non crede più nelle promesse del governo di Emil Boc, e cercherà di imporre alla Romania l'aumento dell'aliquota unica e dell'Iva, rispettivamente almeno del del 4 e del 5 per cento. Secondo il quotidiano romeno "la popolazione e gli imprenditori pagano l'incapacità del governo di ridurre la spesa pubblica e aspettano la riorganizzazione più volte promessa. Intanto però gli investitori internazionali battono in ritirata, concentrandosi su paesi con un regime fiscale più affidabile".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.