Profil, 3 maggio 2010

"L'Europa al capolinea? No (a meno che Spagna, Italia e Portogallo crollino)". Profil si interroga sul futuro dell'Unione, individuando una spaccatura in Europa causata dai criteri di valutazione delle agenzie internazionali di rating e dagli "indici freddi" del debito in rapporto al Pil. Il vecchio continente è più diviso che mai e procede a due velocità diverse. Il settimanale viennese analizza quattro scenari ipotetici che porterebbero l'Euro e l'intera Unione a sgretolarsi. Il rischio numero uno è legato alla condotta dei Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), e secondo Profil ha raggiunto il livello "elevato". Il debito portoghese, così come quello spagnolo e italiano, cresce molto più rapidamente rispetto all'economia. Il collasso di un solo paese dell'eurozona metterebbe a repentaglio la stabilità di tutti gli altri. Il fattore di rischio numero due, ovvero quello legato agli speculatori, è anch'esso a livello "elevato". I profittatori finanziari potrebbero in qualsiasi momento far leva sull'insolvenza di un governo e mettere in ginocchio intere economie. Sarebbe illegale ma potrebbe accadere in qualsiasi momento, fino a quando l'Europa non si deciderà a dotarsi di un proprio sistema di rating indipendente. Il pericolo numero tre è che la Germania esca unilateralmente dall'euro. Per ora si tratta di un rischio "medio", poichè gli esperti non vedono ancora segnali da Berlino in questo senso. Il rischio numero quattro, definito anch'esso "medio" da Profil, è che Bruxelles non sia in grado di reagire alla crisi per mancanza di strumenti efficaci. La prospettiva di una armonizzazione politica e fiscale della Ue è stata ostacolata troppo a lungo dagli egoismi nazionali. Senza una politica economica comune, ammonisce Profil, l'euro è un condannato a morte. "La nascita dell''euromarco'" per le economie più solide scriverebbe la parola "fine" sul progetto euro.