“"Ultimi sondaggi: il Labour perde un voto", titola l'Independent. Il 28 aprile la sessantottenne Gillian Duffy, sostenitrice del Labour da una vita, stava andando a fare la spesa, quando si è imbattuta in Gordon Brown, impegnato nella campagna elettorale per le elezioni del 6 maggio. Dall'incontro tra la signora e il premier è nata "una gaffe che è già entrata nella storia di queste elezioni", scrive il quotidiano londinese. La signora Duffy ha dichiarato di vergognarsi di essere laburista, lamentandosi del debito pubblico, delle tasse ai pensionati e di "tutte queste persone dell'Est" immigrate in Gran Bretagna. Pochi secondo dopo la fine della conversazione Gordon Brown, dimenticatosi di spegnere il microfono che aveva al bavero, si è rivolto con fastidio ai suoi consiglieri "È stato un disastro. Non avreste mai dovuto mettermi davanti quella donna...ridicola, bigotta...". La frase a dir poco infelice del premier, veicolata rapidamente da internet, ha creato uno scandalo nazionale. Secondo l'Independent l'incidente potrebbe causare un "grave danno elettorale", rinforzando "il luogo comune secondo cui i politici disprezzano gli elettori a cui sono costretti a chiedere il voto".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.