Tra meno di tre mesi comincerà il semestre di presidenza belga dell'Unione europea. Nonostante la crisi politica che paralizza il paese, i diplomatici di Bruxelles non sembrano troppo preoccupati, scrive Le Soir. Eppure, sottolinea il quotidiano economico francese La Tribune, "lo sconvolgimento politico del Belgio capita in un momento difficile per l'Europa [...] e la nuova presidenza dovrà affrontare argomenti scottanti come il dibattito budgetario, la formazione del servizio diplomatico europeo e la regolamentazione finanziaria". Timori infondati, secondo Le Soir: "in realtà il meccanismo di rotazione protegge l'Europa dai fallimenti della presidenza di turno. Basta pensare alla Repubblica Ceca. Nel 2009 Praga ha portato a termine il suo semestre di presidenza senza scossoni, nonostante una crisi politica ben più grave di quella belga." "Non bisogna neppure dimenticare – conclude il quotidiano – che ormai l'Europa ha un presidente (Herman Van Rompuy) e un'Alta rappresentante per la politica estera (Catherine Ashton). Il presidente di turno non ha più le responsabilità che aveva una volta."
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.