Libération del 10 giugno 2009
"Cambiare tutto!" Il quotidiano francese Libération si rivolge alle sinistre europee, costrette a reinventarsi. Privata di argomenti da una destra la cui politica si sposta sempre più a sinistra – soprattutto per quanto riguarda la crisi – la socialdemocrazia non ha più un programma originale né un progetto sociale da proporre, afferma il giornale di sinistra. Ha lasciato che una parte del suo elettorato fuggisse verso partiti eurofobi come il britannico Ukip o la Lega Nord, e che i "radical chic" le preferissero i verdi. Secondo Libé, il rinnovamento dipenderà dal confronto tra le differenti culture della sinistra – riformista, radicale, repubblicana ed ecologista. Anche a costo di abbandonare la parola "socialista".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.