Il 24 aprile migliaia di persone sono scese in piazza a Madrid e in altre città spagnole per manifestare solidarietà al giudice Baltasar Garzón, scrive El Mundo. Garzón è attualmente sotto processo per un presunto abuso di potere nel corso dell'indagine sui crimini del franchismo. I sostenitori del giudice considerano l'accusa infamante e irrispettosa nei confronti delle vittime di Franco. Le manifestazioni sono iniziate quando Garzón ha accusato il giudice del suo processo, Luciano Varela, di avere un "interesse indiretto" nella causa. Sembra infatti che gli argomenti del collettivo di destra Manos Limpias e del partito fascista Falange – i principali accusatori di Garzón – provengano dallo stesso Varela. Il conservatore El Mundo definisce la tesi una "montagna di calunnie in malafede. Una campagna diffamatoria lanciata soltanto per guadagnare tempo e rinviare l'inevitabile sospensione di Garzón". Il verdetto della Corte suprema è atteso nei prossimi giorni.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.