"La crisi della Grecia diventa un incubo per l'Europa intera", titola Les Echos. Il 22 aprile una doppia cattiva notizia "ha cancellato le speranze di un apido risanamento delle finanze del paese." Prima è arrivato l'annuncio di Eurostat, secondo cui il deficit pubblico greco nel 2009 ha raggiunto il 14 per cento del Pil (mentre le stime precedenti si fermavano al 12,7). Poi è stato il turno dell'agenzia Moody's, che ha ribassato ulteriormente il rating della Grecia. Risultato: i mercati sono andati in panico, il tasso delle obligazioni greche è aumentato e l'euro è sceso sotto il valore di 1,33 dollari. "Non è solo la Grecia che rischia di sprofondare all'inferno", commenta Les Echos, "ma l'Europa intera". Nel frattempo i greci, infastiditi dagli attacchi della stampa tedesca, hanno cominciato a boicottare i prodotti made in Germany , scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung. Le esportazioni tedesche in grecia erano già calate del 19,4 per cento nel 2009.
Grecia
L’incubo dell’Europa
23 aprile 2010
Presseurop
Les Echos Les Echos, 23 aprile 2010
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.