Vent'anni dopo la riunificazione, i tedeschi hanno deciso: gli "ossi", nomignolo dei tedeschi dell'est, non sono un gruppo etnico a sé. Una piccola impresa di Stoccarda aveva rifiutato la candidatura di un'abitante di Berlino est. Su una nota interna dell'azienda accanto al suo nome era stato annotato "ossi". La donna aveva sporto denuncia per discriminazione, sostenendo che il termine denota un'origine etnica e che non era stato applicato il principio della non discriminazione delle minoranze. "I giudici hanno visto giusto", commenta la Süddeutsche Zeitung. "Con tutto il rispetto per l'accento sassone, gli anorak beige e i casermoni a schiera, gli "ossi" non sono un'etnia". Secondo il quotidiano di Monaco, però, l'azienda ha comunque infranto la legge che proibisce qualsiasi discriminazione legata alla provenienza.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.