La crisi greca potrebbe avere pesanti conseguenze per l'autonomia dei paesi dell'eurozona. Secondo il Financial Times Deutschland Olli Rehn, commissario europeo per gli affari economici e monetari, è infatti deciso a intervenire sulla politica di bilancio degli stati membri per evitare che si ripeta il disastro di Atene. La Commissione sta valutando la proposta di "un controllo sull'importo e sulle variazioni dell'ammontare complessivo della spesa pubblica". L'Eurogruppo, centro di coordinamento che riunisce i ministri delle finanze dell'eurozona, diventerebbe così un "consiglio di pianificazione finanziaria." Nessuno vuole dimenticare la lezione degli "squilibri economici che hanno contribuito alla crisi greca". Il processo non sarà indolore, avverte il quotidiano di Amburgo: gli stati membri non cederanno facilmente e vorranno mantenere il controllo sulle finanze, come il trattato di Maastricht gli ha consentito fino a oggi.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.