Per il numero di Pasqua, il settimanale di sinistra New Statesman affronta la questione della fede. Slavoj Žižek, con il suo classico atteggiamento provocatorio, difende il cristianesimo considerandolo una grande ispirazione per la politica radicale. "Il cristianesimo è l'anti-saggezza", scrive il filosofo sloveno. "La saggezza ci dice che ogni nostro sforzo si rivelerà vano, che tutto finirà nel caos. Il cristianesimo invece insiste follemente sull'impossibile." La tradizione cristiana "si è sempre opposta all'idea che l'ordine gerarchico è il nostro destino, che ogni tentativo di sovvertirlo è destinato a fallire". Žižek considera San Paolo un eroe e un esempio per la nuova sinistra, e cita dalla Lettera agli Efesini: "La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti."
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.