La Frankfurter Rundschau del 9 giugno 2009.
Dal margine al centro dell'emiciclo. Alcuni nani da giardino, un tempo oggetto di scherno, marciano sulla prima pagina della Frankfurter Rundschau, a rappresentare la nuova piccola potenza nel cortile dei grandi. "Quando l'Europa vota, il verde spunta da tutti i lati", osserva il quotidiano tedesco. Il 7 giugno in Germania, in Francia, in Scandinavia e in Grecia, "l'Europa è stata dipinta di verde". Gli ecologisti hanno tutti i motivi di essere ottimisti, perché "progrediscono e nelle regioni urbane raggiungono lo status di grande partito". In totale, precisa la Fr, "registrano una crescita netta di 120mila voti in Europa, e anche quelli che li snobbavano, la fascia di età sopra i 60 anni, hanno cambiato parere".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.