"La diarchia fra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi esce consacrata dalle urne", commenta il Corriere della Sera all'indomani delle elezioni regionali, conclusesi con il record negativo di affluenza: 64.1 per cento. Oltre al partito dell'astensione, il vero trionfatore è la Lega Nord: con il 13,7 per cento (più del doppio rispetto al 2005) conquista Piemonte e Veneto e nel nord Italia insidia il primato del Pdl. Una rivoluzione nei rapporti di forza all'interno della coalizione al governo che potrebbe riservare qualche problema per il Cavaliere: secondo Repubblica, "Da domani l'Italia berlusconiana fa i conti con l'Italia nordista". Ma Berlusconi ha di che festeggiare: il suo schieramento strappa alla sinistra quattro regioni su undici, cancellando le voci sul declino della sua fortuna politica. Ad ammetterlo con amarezza è lo stesso quotidiano romano, principale animatore della campagna contro il premier: "Appannato dagli scandali privati, ossessionato dai guai giudiziari, logorato da due anni di non-governo del Paese, Silvio Berlusconi è riuscito in qualche modo a vincere anche queste regionali. [...] Ha avuto ragione lui."
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.