L’European Public Affairs Consultancies Association (Epaca), che rappresenta le imprese di relazioni pubbliche che lavorano con l'Unione europea, ha accusato il Corporate Europe Observatory (Ceo), l'organismo che investiga gli abusi delle lobby, di aver violato il Codice di condotta per rappresentanti di interesse, riferisce euobserver.com. Il codice stabilisce che i rappresentanti devono "identificarsi rivelando l'ente per cui lavorano". Secondo l'Epaca un dipendente del Ceo, che può essere considerato un gruppo d'interesse, non si sarebbe identificato correttamente con l'agenzia di consulenza Burson Marsteller, finendo di essere un giornalista mentre in realtà stava investigando sotto copertura. Il Ceo voleva "scoprire quali imprese rappresentano Sri Lanka, Botswana, Bulgaria e isole della Manica". Le agenzie che lavorano per governi dalla dubbia reputazione si difendono sostenendo che non fanno lobbying, ma "country branding".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.