Tre ecologisti, quattro euroscettici e tre europeisti: sono stati molti i piccoli partiti cechi che hanno presentato liste per le europee. E che sono stati sconfitti. Troppi capi tribù per pochi indiani, spiega Respekt, prendendo a esempio i Verdi il cui leader Martin Bursik si è dimesso dopo il catastrofico risultato elettorale (appena il 2 per cento), o il presidente Václav Klaus, che si è schierato con gli euroscettici.
Secondo il settimanale, questi piccoli partiti avrebbero potuto affermarsi se i loro dirigenti avessero unito le forze. "Ma in Repubblica Ceca tutti si sentono capi tribù insostituibili e sono poco disposti a conciliare il proprio ruolo con quello dell''indiano comune', e questo è ancora visto come un problema insormontabile.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.