Lo scorso novembre i sondaggi sostenevano che il 70 per cento degli europei avrebbe preferito Barack Obama a John McCain. "E ora per chi ha votato la maggioranza degli europei? Per McCain", scrive il giornalista e saggista Jean-Paul Marthoz su Le Soir. "Confermando la preminenza di un Partito popolare europeo ai limiti del nazionalismo più ottuso e del populismo più marcio, una parte decisiva degli elettori europei è andata in senso opposto rispetto al 'cambiamento sereno' incarnato da Barack Obama". È vero che la maggioranza del Parlamento europeo resta ancorata all'asse democratico-moderato, ma secondo Marthoz le elezioni confermano una deriva nazionalista, identitaria e conservatrice e segnano l'indebolimento del "soft power europeo" sulla scena mondiale. Un soft power detenuto oggi dagli Stati Uniti.
Elezioni europee
L'Europa ha votato per McCain
9 giugno 2009
Presseurop
Le Soir
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.