Il piano di austerity presentato dal primo ministro portoghese José Socrates l’8 marzo non convince. Questo “programma di crescita e di stabilità”, destinato a riportare l’indebitamento pubblico dall’8,3 per cento attuale al 2,8 per cento nel 2013 sarà discusso in parlamento il 25 marzo prima di essere sottoposto alla Commissione europea, ma gli esperti intervistati in proposito da Público si sono detti scettici. “Il governo sta scherzando col fuoco” afferma l’economista João César das Neves, mettendo in guardia che se i mercati internazionali non crederanno nell’attendibilità di questo piano “saremo perduti”. Il piano dei tagli alla spesa pubblica, mirante a rilanciare le privatizzazioni – e che prevede, come è noto, anche il congelamento dei salari e l'innalzamento dell'età pensionabile – “non è sufficiente a rimettere in sesto le finanze pubbliche”, afferma l’economista Álvaro Santos Pereira. Potrebbe però essere più che sufficiente a mettere in difficoltà il governo, perché i sindacati si apprestano a dare il via alla contestazione.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.