"Buffoni a Bruxelles". La prima pagina di Evenimentul Zilei dell'8 giugno sottolinea il risultato dei due capolista del movimento nazionalista, Corneliu Vadim Tudor e Gigi Becali, che sono riusciti a fare l'impossibile: ottenere a Bruxelles quel seggio che era stato negato loro in Romania in occasione delle ultime elezioni politiche. Tudor, capo del Partito România Mare, è noto per aver partecipato nel 2007 alla creazione di un gruppo estremista al Parlamento europeo. Becali, proprietario della squadra di calcio dello Steaua Bucarest, evita invece in questo modo un imbarazzante processo per sequestro. "Quando ho saputo del risultato ho pregato", ha dichiarato ai giornalisti, senza dimenticare di informarsi sulla portata dell'immunità di un eurodeputato. Nel frattempo Tudor invoca la cabala: "Ero sicuro di vincere, perché abbiamo votato il 7, eravamo in settima posizione sulle schede e abbiamo avuto il 7,2 per cento dei voti".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.