All'indomani delle rivelazioni dell'Observer sulle "esplosioni di brutto carattere" di Gordon Brown che hanno terrorizzato lo staff di Downing Street, il Times commenta la "cultura del terrore" che regna nel cuore del governo britannico: "La maggior parte dei funzionari pubblici hanno paura di criticare l'operato del premier". Secondo un'inchiesta interna trapelata al giornale, un terzo del personale vorrebbe licenziarsi, e il 6 per cento addirittura "il prima possibile", mentre meno della metà pensa che si possa parlare senza temere ritorsioni. L'inchiesta rivela anche che "il 7 per cento dei 1.270 impiegati ha denunciato casi di bullismo e mobbing", un dato che conferma la notizia che il servizio telefonico contro il bullismo avrebbe ricevuto chiamate da Downing Street. Brown ha respinto le accuse di aver abusato verbalmente e fisicamente del suo staff.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.